cosa votare al referendum

Cosa votare al referendum costituzionale di dicembre?

Nelle poche ore di tempo libero che mi è rimasto ultimamente, ho passato le ultime settimane a cercare di capire cosa votare al prossimo referendum 4 dicembre 2016. Ho ascoltato pareri di ogni tipo, dal No del giovanissimo ventenne al Si dell’anziano 80 enne con le relative e più o meno giuste visioni. Ho anche letto articoli di ogni parere, molti dei quali senza nemmeno un senso, a partire dai simpatizzanti nazi-fascisti fino ad arrivare ai felici social-comunisti.

Alla fine (forse) di questo delirio, su suggerimento di un amico, ho trovato nel canale Telegram WikiPolitica un paio di articoli molto interessanti presentati sullo stesso blog che riporto di seguito:

WikiPolitica, [31.10.16 22:49]
Due articoli dallo stesso blog, uno per il SI e uno per il NO, al prossimo referendum
http://noisefromamerika.org/articolo/si-contro-ritorno-prima-repubblica
http://noisefromamerika.org/articolo/referendum-costituzionale-mie-ragioni-votare-no

Dopo aver letto finalmente qualcosa di DECENTE, ero propenso per votare SI.

Ma, arrivato a questo punto, mi arriva un colpo di scena, una folgorazione in cui mi sono imbattuto che mi ha aperto la mente: ricevo da un amico la segnalazione di questo podcast (consiglio a tutti di ascoltarlo per intero) ed in particolare la puntata 11, abbastanza complessa, che “guarda caso” parla di Legge con la L maiuscola:

IT 011: La legge: strumento di potere o limite al potere?


Arrivati a questo punto la vera domanda che ognuno di noi dovrebbe porsi non è: << Cosa votare al referendum costituzionale di dicembre? >> Ma piuttosto se ha senso continuare a prenderci in giro andando a votare una cosa che non cambierà in alcun modo il potere polito che ci sta portando alla rovina da 30 anni. Per l’idea che mi sono fatto, in buona sostanza è una enorme pagliacciata questo referendum, la stessa pagliacciata che abbiamo già visto con il referendum Greco a luglio 2015, nonché la stessa pagliacciata che abbiamo visto con il recente referendum della Brexit a giugno 2016.

Non ho ancora deciso se andrò a votare ma, se mai dovessi decidere di andare a votare per puro senso civico, la lascerò bianca oppure (se proprio non riesco a resistere) voterò NO. Preferisco ancora una instabilità politica che ci porti velocemente alla disfatta finale o almeno a un “non governo” piuttosto che vedere una classe politica ridurci ai livelli delle Grecia (ad oggi schiavi del debito sconsiderato e del parassitismo sociale) con un inutile SI che di fatto porterà ancora più potere alla classe politica.

 

Tirando la

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Stampa monetaria

Cosa vuol dire stampare moneta? cos’è il QE?

Cosa vuol dire stampare moneta? e che cos’è il QE?

Lo sintetizzo ai minimi termini: Supponete che uno Stato sia composto da 10 persone in tutto e che ci siano complessivamente 100 monete in circolazione. In questo Stato però ci sono 7 persone che detengono il 10% delle monete totali e solo le restanti 3 persone detengono il 90%.

Certo vi può sembrare un rapporto esagerato eppure le persone che detengono il 90% della ricchezza mondiale sono molte meno del 30% della popolazione mondiale.

Tornando all’esempio, uno dei 3 decide liberamente di stampare moneta e ne distribuisce la stessa quantità attualmente in circolazione (quindi altre 100 monete) a se stesso e ai suoi 2 amici che insieme detengono appunto il 90%.

Cosa succede? Le 7 persone con il 10% si troveranno in mano 10/(100+100) il 5% delle monete in circolazione (contro il 10% iniziale), mentre i 3 veri furboni si troveranno in mano il 95% di tutte le monete in circolazione.

Ora se mi avete seguito vi chiedo: in senso assoluto chi si è “arricchito” in questo processo? Chi è passato a possedere dal 90% al 95% delle monete in circolazione oppure chi ha ridotto i suoi possedimenti dal 10% al 5%? Va beh, no comment.

Alla fine di questo ELEMENTARE calcolo, a cosa serve dunque stampare moneta con il famoso QE??? Ad impoverire la gente. E’ così elementare e stupido che qualunque economista “old school”, conoscendo bene questo trucco, risponderà che ci sono in mezzo troppe altre cose e che non ha senso il ragionamento. Il passo successivo è che ovviamente si finisce dalla parte dei complottisti e in meno di 3 secondi il risultato è che l’ignoranza rende la matematica opinabile.

Buona fortuna a tutti.

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restart server openvpn

Linux: come riavviare servizi in modo automatico

Mi è capitato di recente questo problema: avevo la necessità di riavviare il servizio vpn nel momento un cui per qualsiasi motivo dopo 5 minuti (300 secondi) la VPN andasse off-line.

Python mi è venuto in aiuto ed ho risolto il problema inserendo in /etc/rc.local la linea di codice: sudo python /home/pi/check_vpn.py &

infine il codice dentro al file check_vpn.py

import os

import subprocess
import time

hostname = “10.8.0.1”

while True:

response = os.system(“ping -c 1 ” + hostname)

if response == 0:
print hostname, ‘is up! no problem :-)’
else:
subprocess.Popen(” service openvpn restart “,shell=True)
time.sleep(300)

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surveillance

Impianto di Video Sorveglianza fatto in Casa

Sfruttando in parte l’esperienza acquisita in ambito industriale, mi sono avvicinato al mondo della videosorveglianza casalinga.

La mia idea iniziale era quella di realizzare due sistemi di videosorveglianza paralleli:
1) Inviare una foto per email o telegram (generando quindi un allarme) in corrispondenza di un evento, per esempio una porta che si apre.
2) Registrare video continuamente e visualizzare le telecamere in tempo reale ovunque grazie ad uno smartphone.

Il primo punto è stato quello più impegnativo, infatti ho utilizzato un raspbarry pi 2 con sensori di rilevamento infrarosso e un po’ di tempo speso per programmare in python la logica di funzionamento, quindi proporrò un articolo dettagliato più avanti. Dì seguito voglio raccontarvi brevemente il secondo punto, riguardante la sorveglianza video, sicuramente alla portata di molti.

Ecco cosa occorre (i prezzi sono indicativi, controllate il link):

Totale spesa nel caso di 2 telecamere: 60+89+62+54*2 = 319 euro iva inclusa
Totale spesa nel caso di 4 telecamere: 60+89+62+54*4+41*2 = 509 euro iva inclusa

Tutta la strumentazione indicata sopra richiede una configurazione tecnica ed un po’ di manodopera per assemblare alcune parti.

Il NAS Synology non è un device utile solo per registrare video dalle telecamere, anzi, nasce per condivisione file in rete, questo lo rende adatto per salvare i video sul disco da 1 TB. Successivamente possiamo collegandoci ad esso direttamente dal Portatile o dal PC presente in rete domestica per visualizzare i video registrati quando vogliamo.

Per prima cosa dobbiamo quindi assicurarci di avere configurato il router ADSL di casa per una corretta navigazione. Fatto questo ci basta montare il disco dentro al NAS e successivamente collegare il NAS Synology con un cavo ethernet al router.

Le telecamere ed il router vanno collegate semplicemente usando il tasto WPS del router stesso, una tasto che aggancia in modo automatico telecamere e router tramite wifi. Fatto questo dobbiamo controllare l’ip rilasciato dal router alle due telecamere e al NAS, questo controllo si può fare soltanto collegandoci alla pagina web del router (normalmente 192.168.1.1). Una cosa molto furba è quella di impostare una reservation agli IP delle telecamere e del NAS, in questo modo se dovesse saltare la corrente, telecamere e NAS al riavvio si troveranno nuovamente con gli stessi IP e non perderanno il loro corretto funzionamento.

Ora possiamo connetterci alla pagina web del nostro NAS e avviare la prima configurazione: è fondamentale installare il pacchetto Surveillance per agganciare gli IP delle telecamere. Possiamo anche decidere per quanti giorni conservare la registrazione e a che livello di qualità registrare; è possibile anche scaricare l’app DS CAM dall’Apple Store o da Google Play Store e collegarsi live alle telecamere senza la necessità di aprire porte particolari, tutto ciò è molto utile per chi è dietro NAT o non dispone di un indirizzo pubblico.

Tutta questa operazione, senza eventuali problemi di natura imprevedibile e per chi è avvezzo a configurazioni di questo tipo, richiede normalmente non più di una giornata di lavoro.

Quali sono i comsumi elettrici?

In un mondo che porta sempre più all’attenzione l’importanza del risparmio energetico è fondamentale fare 2 conti. Il NAS Synology che include il disco da 1 Tera consuma (misurato con potenziometro) 15 Watt, le telecamere invece consumano mediamente 7 Watt ognuna, il router che normalmente tutti abbiamo in casa consuma 11 Watt. Il totale ammonta in un impianto con 2 telecamere a 40 Watt massimo. Supponendo un costo per kWattora di 0,35 euro possiamo ricavare il totale annuo di spesa elettrica: 40/1000*0,35*24*365 = 122 euro/anno

Buona fortuna con il vostro impianto! Commenti o informazioni sono sempre ben accetti…

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Bitcoin accepted here

Quello che la gente non sa sui Bitcoin

Se pensi che Euro, Dollaro, Rublo o qualunque altra moneta Fiat godano di ottima salute ti invito a prendere la pillola blu e tornare a Google. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie.[2]

Prendo spunto da questo bellissimo articolo per ribadire un concetto: la tecnologia del Bitcoin è la soluzione. Lo dico col senno di chi ha studiato l’argomento per tanti mesi e con la consapevolezza di non aver ancora finito di scoprire completamente il codice di questa tecnologia. Su questo argomento cerco di confrontarmi spesso con gli altri per capire quali sono le opinioni, le sensazioni e i pareri, a volte contrastanti, che ruotano attorno al mondo delle cryptovalute. La maggior parte delle volte sento frasi deludenti, tipiche di chi ha la presunzione della verità in bocca, a volte, ma in generale tipiche di chi è ignorante e pensa alla tipica fregatura all’italiana. D’altronde non prendiamoci in giro: Ponzi era italiano, la prima banca del mondo era Italiana, e l’italiano medio quando si sente raccontare qualcosa, qualunque cosa sia, cerca prima di capire dov’è la fregatura e poi al massimo, se proprio non ne trova una logica, si documenta.

Probabilmente nel resto del mondo c’è molto più menefreghismo che ignoranza comunque non voglio perdere ulteriore tempo su questa opinione del tutto personale. Vorrei invece mettere sotto gli occhi dei più, un discreto numero di “pro” e di “contro” di questo nuovo sistema. Probabilmente (spero di no) il Bitcoin come tecnologia in se potrebbe fallire esattamente come altri sistemi agli albori di internet, ma quello su cui sono certo è che l’idea del proof of work é un passo necessario e inevitabile in cui l’economia moderna è destinata ad evolversi.

I “contro” del sistema FIAT tradizionale:

  1. Non è forse vero che una banconota, un sistema bancario più in generale, la gestione delle carte di credito/debito hanno dei costi? Nella maggior parte dei casi con percentuali elevatissime?
  2. Non è forse vero che agli Stati (leggi BCE e FED) è concesso di stampare moneta a loro descrizione?
  3. Non è forse vero che il traffico di armi, droga, e tutto cioè che è illegale o non etico avviene con scambio di monete fiat? Quanti bonifici tracciabili si fanno tra di loro i trafficanti di questo settore?
  4. Non è forse vero che non esiste alcune garanzia della fine che fanno i soldi versati in banca?
  5. Non è forse vero che la Crisi 2007 ad oggi è nata da derivati concessi da sistemi bancari corrotti in grado di creare soldi dal nulla?
  6. Non è forse vero che l’inflazione penalizza il consumatore nel momento in cui uno Stato o chi per lui decide deliberatamente di “nascondere la polvere sotto il tappeto” stampando moneta fiat in quantità smisurata, sia essa dollaro o euro o rublo o qualunque altra fiat?
  7. Non è forse vero che falsificare banconote è uno dei problemi più gravi della banconota stessa?
  8. Non è forse vero che oltre il 25% delle carte di credito nel mondo sono state clonate negli ultimi anni?

Potrei andare avanti ancora ma preferisco provare a cercare qualcosa di positivo.

I “pro” del sistema Fiat tradizionale:

  1. La comodità di una banconota da 100 euro in tasca è innegabile.
  2. Poi… ?

Parliamo ora di quello che la gente non sa sui Bitcoin.

I “contro” del sistema Bitcoin:

  1. Tecnologicamente complicato da capire per la maggior parte delle persone (>99%);
  2. Il software è opensource ma gli aggiornamenti sono approvati da 8 sviluppatori (ad oggi);
  3. Sempre ad oggi, calcoli alla mano, basterebbero circa 250 milioni di dollari e 250 MWatt di energia per prendere il controllo della rete e invalidare tutti i nuovi bitcoin prodotti (quelli vecchi rimarrebbero comunque validi, e comunque la stima aumenta di giorno in giorno);
  4. Si consuma una quantità importante di energia, ad oggi oltre 500 MWatt sono impiegati in questo sistema (ovviamente è una stima e tende ad incrementare giorno per giorno).
  5. Il valore dei Bitcoin è stabilito “dal basso” cioè dalla popolazione che li utilizza e non da uno Stato, quindi, a differenza delle monete fiat, nessuna autorità può prenderne il controllo ed il market cap ancora estremamente limitato permette fluttuazioni importanti in questa fase di “nascita” della tecnologia.

I “pro” del sistema Bitcoin:

  1. Falsificare un bitcoin è infinitamente più dispendioso che produrlo (minare bitcoin).
  2. Dato che si consuma energia (gli scettici direbbero che “si spreca“, ma -ndr- è uno spreco irrisorio se pensiamo a quanta gente scalda la sedia in una banca o peggio ancora in uno Stato) si presume che il valore del Bitcoin non arriverà mai a zero, ma anzi tenderà ad un valore che rispecchia la media del costo del consumo di energia totale.
  3. Che probabilità ho che qualcuno riesca ad indovinare la chiave privata per accedere al mio conto? E’ milioni di volte più facile fare 6 al SuperEnalotto.
  4. Il bitcoin utilizza standard di sicurezza che neppure le migliori banche al mondo possono garantire.
  5. C’è un registro pubblico e decentralizzato, condiviso da tutti con tutte le transazioni.
  6. La produzione di bitcoin può essere fatta da chiunque decida di diventare un miner.
  7. Ogni giorno vengono prodotti 3600 bitcoin perchè ogni 10 minuti vengono minati 25 BITCOIN (questo sarà vero fino al 2016 circa poi si passerà a 12.5 BTC per i successivi 4 anni)
  8. Non potranno esserci più di 21 milioni di bitcoin, ad oggi siamo a 13,7 milioni estratti, i restanti verranno estratti tutti entro il 2140 (non è un errore). Motivo per cui il tasso di inflazione del bitcoin diventa prevedibile.
  9. A differenza delle banconote, non esiste un anonimato come quello delle banconote ma al più uno pseudo-anonimato.

Conclusione:

Se arrivati a questo punto avete ancora più confusione di prima vi invito a riflettere attentamente. Non sottovalutate la tecnologia, la globalizzazione ha messo in ginocchio buona parte della cultura occidentale e non solo, a mio avviso il Bitcoin (o comunque il sistema concettuale che c’è dietro) è l’unico modo possibile per ristabilire un ordine nell’economia mondiale. La tecnologia avanza con o senza i singoli individui.

Come mi disse un anziano Saggio non molto tempo fa: la situazione attuale è la stessa di un malato consapevole di avere qualche linea di febbre, senza le adeguate cure arriverà presto un giorno in cui la febbricola si trasfermerà in malattia grave, rischiando di portare l’individuo alla morte.

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