Monitorare gli incentivi fotovoltaici ed eolici conviene?

Come ho già accennato in precedenza, lavoro nel campo dell’automazione industriale ed in modo particolare nei settori dell’eolico, del fotovoltaico e del gas per monitorare e telecontrollare impianti industriali. Quando, qualche anno fa, proposi l’articolo “cosa succederà tra 20 anni con i pannelli solari” non mi sarei certo aspettato una […]

Come ho già accennato in precedenza, lavoro nel campo dell’automazione industriale ed in modo particolare nei settori dell’eolico, del fotovoltaico e del gas per monitorare e telecontrollare impianti industriali. Quando, qualche anno fa, proposi l’articolo “cosa succederà tra 20 anni con i pannelli solari” non mi sarei certo aspettato una simile quantità di letture, tantomeno un simile interesse. Per questo motivo, a distanza di circa un anno ho deciso inserire, molto sinteticamente, un mini “case study” su come può funzionare il “monitoring” del solare e dell’eolico.

Un argomento che sta particolarmente a cuore di chi decide di investire nel fotovoltaico è il rendimento dell’impianto, non tanto nel banale fattore legato alle condizioni meteo, bensì alla resa in termini energetici di tutta la struttura in quelle precise condizioni climatiche. Supponete che, a distanza di 2 anni dall’installazione, per qualche motivo, un certo numeri di pannelli (appartenenti ad una o più stringhe di pannelli) smetta di funzionare o peggiori il suo rendimento rispetto alla media delle stringhe. Come facco ad accorgermi dei problemi in modo tempestivo senza un opportuno sistema di telecontrollo? I possibili casi sono sostanzialmente due:
- Verifico sempre alla fine della giornata la produzione degli inverter (quindi servono almeno 2 inverter) possibilmente che producano la stessa quantità di energia e stimo la differnza tra di essi;
- Cerco di capire quanta energia avrebbe dovuto produrre l’impianto facendo riferimento ai dati di un’altro impianto inclinato nella stessa posizione, con le stesse obre, con più o meno la stessa latitudine, magari con lo stesso tipo di pannelli  (insomma una cosa praticamente impossibile).

Qual’è una buona soluzione al problema? Per esempio avere una periferica (RTU) presente in campo con almeno tre sensori di irraggiamento che campioni ad intervalli regolari sia i sensori sia la produzione degli inverter (eventualemente anche delle stringhe); permettendo di valutare a fine giornata se ogni inverter (o più in generale ogni stringa) si è comportata in modo analogo alla media dei sensori. Senza addentrarmi in dettagli che si allontanano di gran lunga dal semplice intento dell’articolo, diciamo pure (in risposta alla domanda iniziale) che questo è il concetto alla base del telecontrollo: essere tempestivi fa guadagnare di più.

Concludendo: questo breve articolo vuole solo essere un esempio per iniziare a spiegare un lavoro in realtà estremamente complesso ed impegnativo, nel quale poche aziende sono in grado di avere un know how elevato. Se siete interessati ad approfondire il discorso vi rimando a questo link: Fast S.p.A.

About Mattia Notari