Eternit_4

Costi smaltimento amianto: alcuni semplici conti!


ATTENZIONE: STAI PER LEGGERE UN ARTICOLO OBSOLETO, LEGGI IL NUOVO ARTICOLO SULL’ETERNIT:

Si salvano gli incetivi per l’eternit, ma il quinto conto energia segna la fine del fotovoltaico in Italia
Il problema amianto è molto radicato nel territorio in cui vivo (Emilia Romagna) e di recente mi sono imbattuto nel problema in oggetto. Come saprete con le nuove direttive 2012 del governo Monti saranno reintrodotte nel prossimo anno fiscale alcune tasse tra cui l’ICI (assorbita dall’IMU) su tutti gli immobili; questa tassazione rende stabilimenti rurali e non, un patrimonio costoso per chi ne è in possesso.

Non solo: chi possiede un edificio agricolo inutilizzato spesso si trova ad avere un rivestimento del tetto in eternit che oltre ad essere un pericolo per la salute (come ampiamente documentato in rete) comporterà in modo inevitabile, presto o tardi, dei costi di smaltimento in aggiunta alle tasse.

Sull’IMU ovviamente non ci possiamo fare niente (purtroppo) ma sull’eternit ci possiamo muovere in tre modi diversi per abbattere i costi (per inciso, il costo di smaltimento eternit – amianto, ndr – da quel che mi risulta, ad oggi, ammonta a una cifra che oscilla tra i 12 e i 25 euro al metro quadrato più IVA):

1) Attendere gli incentivi a fondo perduto della Regione o delle Province, sempre più rari di questi tempi, che di solito arrivano a coprire fino al 50% della spesa totale da affrontare. Breve excursus a tal proposito: quando si smaltisce l’amianto è opportuna capire due cose: la prima che lo smaltimento ha un costo mentre la seconda che il tetto è da rifare (a meno che non si voglia lasciare un edificio scoperto) e questo comporta un altro costo aggiuntivo.

2) Investire nel fotovoltaico con le proprie risorse economiche. Grazie agli incentivi (+0,05 euro per kWh prodotto dall’impianto) emessi per l’eternit, infatti, lo smaltimento viene ampiamente ripagato nell’arco dei 20 anni di investimento. Anzi, oltre ad essere ripagato, il ricavo ammonta a quasi il doppio della spesa effettuata per lo smaltimento più il rifacimento del tetto.

3) Affittare il tetto ad aziende e società con la forza economica necessaria ad affrontare l’investimento del fotovoltaico. Questa possibilità è quella più vantaggiosa e certamente meno rischiosa per chi vuole eliminare il problema dell’eternit senza spendere soldi bensì guadagnando. Ovviamente c’è interesse proprio per quei tetti realizzati con eternit e questo interesse varia anche in base alle decisioni che prende ogni anno il governo nonché sull’andamento dei prezzi dei pannelli.

Esempio pratico di costi di smaltimento con l’opzione 2:

– 800 m² di tetto perfettamente est-ovest con 2 piani inclinati di 10° a Reggio Emilia (1000 kWh per kWpicco)
– Potenza installabile: 100 kWpicco
– Costo smaltimento amianto: 15 euro + IVA 21% al m² = 14.520 euro
– Costo rifacimento tetto coibentato: 30 euro + IVA 21% al m² = 24.200 euro
– Recupero con incentivi del fotovoltaico in 20 anni: 1000 kWh * 100 kWpicco * 0,65 * 0,05 euro = 65.000 euro

Conclusione: Spesi 38.720 euro – Incassati in 20 anni: 65.000 euro attualizzati.

Ci sono almeno 2 domande che nascono spontanee a chi si trova nel dover prendere una decisione simile:

1) Gli incentivi sono sicuri? La risposta è: Si. Si perché in parte sono pagati tramite le nostre bollette della luce e Si perché questi incentivi sono in parte finanziati dalla Comunità Europea, insomma, stiamo parlando di due entrate certe. Lo Stato ha poco a che fare con il GSE, l’ente che di fatto rilascia gli incentivi dopo lunghe tempistiche (circa 6 mesi dall’allacciamento dell’impianto), mentre lo Stato ha molto a che fare con le decisioni relative alle tariffe da applicare, quindi una volta stabilite queste tariffe, il GSE prende in mano la situazione per rilasciare gli incentivi.

2) I pannelli sono da smaltire dopo 20 anni? la risposta è: Ni. Ni perché i pannelli sono garantiti per almeno 20 anni, ciò vuol dire che potrebbero durare anche 30 o 40 anni senza problema. Verso i 40 anni però la resa è drasticamente calata (si può stimare una produzione del 50% in meno) e gli incentivi sono finiti da ormai 20 anni, ma la corrente viene prodotta ugualmente e quindi gli incassi per la produzione di corrente in rete saranno comunque pagati dall’Enel (attualmente 0,10 euro al kWh prodotto).
Non solo: i pannelli (soprattutto quelli di nuove generazioni, quindi seconda e terza, ndr) realizzati in silicio possono essere comunque rigenerati anche se attualmente con costi non competitivi ma pur sempre remunerativi nel tempo e, a mio modo di vedere le cose, tra 20 anni le tecnologie saranno sicuramente diverse dalle attuali e molto più orientate alle energie rinnovabili, quindi…

Se siete interessati all’argomento o avete domande in merito agli affitti lasciate pure un commento qui sotto.

Disclaimer (Avvertenze):

I dati riportati in questo sito si basano su esperienze personali. Tutti i dati e le notizie sopra riportate hanno natura e scopo meramente informativo e di analisi del mercato. Chi mi legge o chi utilizza tali dati è tenuto a controllarne l’esattezza, la veridicità e la completezza. Attraverso queste avvertenze Mattia Notari non risponde quindi in nessun modo in ordine alle modalità e/o agli scopi per cui i dati stessi verranno utilizzati. Per maggiori informazioni e indicazioni più precise contattate me o il mio collega allo 0522/622411.

Forse ti interessa:

14 pensieri su “Costi smaltimento amianto: alcuni semplici conti!

  1. Davide Boni

    Condivido a pieno l’articolo, ma oltre ai costi sopraelencati ci sarebbe da guardare la struttura del fabbricato com’è messa, se c’è da dover fare delle opere a sostegno del opere murarie per sostenere il peso del nuovo tetto e dei pannelli.
    Inoltre nella nostra “bassa” sopratutto su edifici molto vecchi capita magari di avere dei limiti imposti da piani comunali/provinciali che limitano le opere che si vogliono attuare in quanto possono essere presenti in area di rilevanza storica e/o il fabbricato stesso può essere un edificio storico.

  2. Mattia Notari Autore articolo

    Giusta osservazione, mediamente credo il mio articolo sia valido però ci sono molte sfaccettature in questo argomento e credo sia giusto portarle in evidenza come hai fatto te.
    Grazie

  3. Eclettica

    Sono interessato a questo argomeno ma non trovo in giro un aggiornamento sullo stato dell’arte risalente all’anno in corso: il 2012.

    Se io possiedo un tetto di una stalla abbandonata da 10 anni ma in buono stato, perfettamente nord-est a Reggio Emilia di 1000 m2 con 2 piani uguali e inclinati di 10 gradi ciascuno, con presenza totale di eternit su tetto in cemento, quanto potrei chiedere di affitto all’anno secondo voi? Consiferando che con tutta probabilità il tetto sarà avviato con gli incentivi del secondo semestre 2012.

    – superficie: 1000 m2
    – locazione o diritto di superficie (indifferente)
    – durata contratto: 20 anni
    – oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria: nessuno per me, ma a carico di chi utilizza il tetto.

    Infine, si sente parla di quinto conto energia. Cosa si sa di preciso? Cambieranno gli incentivi del secondo semestre 2012?

    Grazie mille

  4. Mattia Notari Autore articolo

    Molto dipenderà dallo stato dell’edificio. Si stima che in questa zona il prezzo di affitto oscilli tra i 20 minimo e i 30 massimo euro per kWpicco annui.

  5. Pingback: Smaltire i pannelli fotovoltaici, cosa succederà tra 20 anni?

  6. Mattia Notari Autore articolo

    IL QUINTO CONTO ENERGIA MOLTO PROBABILMENTE CI SARA’ MA NON SI SA QUANDO, PURTROPPO IL GOVERNO IN QUESTI GIORNI STA FACENDO UN CLAMOROSO “DIETRO FRONT” SULLE RINNOVABILI IN GENERALE.

  7. Mattia Notari Autore articolo

    Ciao Vito, la notizia è arrivata 4 ore fa, ecco un riassunto attendibile preso dal sito La Repubblica, ma di preciso non è ancora trapelato nulla:

    Il quinto conto energia. Per quanto riguarda il Quinto conto energia, questo entrerà in vigore dal 1 luglio 2012 salvo il raggiungimento in data successiva del tetto di 6 miliardi di spesa. La spesa annuale per il fotovoltaico salirà di 500 milioni, arrivando a 6,5 miliardi. Gli impianti fotovoltaici di potenza superiore ai 12 Kw potranno accedere agli incentivi previa iscrizione agli appositi registri del Gse nei limiti di quantitativi predeterminati di potenza annua, con un criterio di priorità a favore delle installazioni sugli edifici. Gli impianti di potenza inferiore ai 12 Kw saranno liberi di accedere agli incentivi dopo l’entrata in esercizio.

    Taglio agli incentivi. Gli incentivi al fotovoltaico dall’anno prossimo aumenteranno di soli 3 miliardi di euro rispetto ai 6 previsti dalla normativa attuale. Quindi ci sarà un contenimento di spesa pari a circa 3 miliardi. Gli incentivi continueranno dunque ad aumentare nei prossimi anni, ma in misura inferiore rispetto a quanto stabilito dal precedente regime. Saranno garantiti tutti gli incentivi finora promessi e pari a 9 miliardi l’anno al 2020, incrementando con ulteriori 3 miliardi l’anno gli aiuti pubblici. Si passerà quindi da 9 a 12 miliardi rispetto ai 15 miliardi previsti dalla precedente normativa. In questo modo l’incremento al 2020 non sarà quindi di 6 miliardi ma di 3, con un risparmio annuale di altrettanti miliardi.

    http://www.repubblica.it/ambiente/2012/04/11/news/nuovi_incentivi_rinnovabili-33131988/

    Credo che la chiave di volta sia in questa frase: “Il sistema, come già previsto dalla precedente normativa, entrerà in vigore al superamento della soglia di 6 miliardi di incentivi per il fotovoltaico (previsto tra luglio e ottobre prossimi) e il 1 gennaio 2013 per il non fotovoltaico.”

    “(AGI) – Roma, 11 apr. – Il Quinto Conto Energia (che riguarda solo il settore fotovoltaico) entrera’ in vigore dal 1 luglio 2012 salvo il raggiungimento in data successiva del tetto di 6 miliardi di spesa. La spesa annuale per il fotovoltaico salira’ di 500 milioni, arrivando a 6,5 miliardi. Gli impianti fotovoltaici di potenza superiore ai 12 Kw potranno accedere agli incentivi previa iscrizione agli appositi registri del Gse nei limiti di quantitativi predeterminati di potenza annua, con un criterio di priorita’ a favore delle installazioni sugli edifici. Gli impianti di potenza inferiore ai 12 Kw saranno liberi di accedere agli incentivi dopo l’entrata in esercizio. (AGI) Rme/Ila “

  8. Pingback: Si salvano gli incetivi per l’eternit, ma il quinto conto energia segna la fine del fotovoltaico in Italia

  9. Pingback: Stop incentivi per il fotovoltaico « Mi interesso

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *