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	<title>Mattia Notari &#187; Fotovoltaico</title>
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		<title>Monitorare gli incentivi fotovoltaici ed eolici conviene?</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 14:54:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Notari</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-6190"></div></div><p>Come ho già accennato in precedenza, lavoro nel campo dell&#8217;automazione industriale ed in modo particolare nei settori dell&#8217;eolico, del fotovoltaico e del gas per monitorare e telecontrollare impianti industriali. Quando, qualche anno fa, proposi l&#8217;articolo &#8220;<a title="smaltire i pannelli fotovoltaici cosa succede tra 20 anni" href="http://www.ingmattia.eu/2010/04/16/smaltire-i-pannelli-fotovoltaici-cosa-succede-tra-20-anni/" _mce_href="http://www.ingmattia.eu/2010/04/16/smaltire-i-pannelli-fotovoltaici-cosa-succede-tra-20-anni/">cosa succederà tra 20 anni con i pannelli solari</a>&#8221; non mi sarei certo aspettato una simile quantità di letture, tantomeno un simile interesse. Per questo motivo, a distanza di circa un anno ho deciso inserire, molto sinteticamente, un mini &#8220;case study&#8221; su come può funzionare il &#8220;monitoring&#8221; del solare e dell&#8217;eolico.</p>
<p>Un argomento che sta particolarmente a cuore di chi decide di investire nel fotovoltaico è il rendimento dell&#8217;impianto, non tanto nel banale fattore legato alle condizioni meteo, bensì alla resa in termini energetici di tutta la struttura in quelle precise condizioni climatiche. Supponete che, a distanza di 2 anni dall&#8217;installazione, per qualche motivo, un certo numeri di pannelli (appartenenti ad una o più stringhe di pannelli) smetta di funzionare o peggiori il suo rendimento rispetto alla media delle stringhe. Come facco ad accorgermi dei problemi in modo tempestivo senza un opportuno sistema di telecontrollo? I possibili casi sono sostanzialmente due:<br />
- Verifico sempre alla fine della giornata la produzione degli inverter (quindi servono almeno 2 inverter) possibilmente che producano la stessa quantità di energia e stimo la differnza tra di essi;<br />
- Cerco di capire quanta energia avrebbe dovuto produrre l&#8217;impianto facendo riferimento ai dati di un&#8217;altro impianto inclinato nella stessa posizione, con le stesse obre, con più o meno la stessa latitudine, magari con lo stesso tipo di pannelli&nbsp; (insomma una cosa praticamente impossibile).</p>
<p><strong>Qual&#8217;è una buona soluzione al problema?</strong> Per esempio avere una periferica (<a title="Remote Terminal Unit" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Remote_Terminal_Unit" _mce_href="http://en.wikipedia.org/wiki/Remote_Terminal_Unit">RTU</a>) presente in campo con almeno tre sensori di irraggiamento che campioni ad intervalli regolari sia i sensori sia la produzione degli inverter (eventualemente anche delle stringhe); permettendo di valutare a fine giornata se ogni inverter (o più in generale ogni stringa) si è comportata in modo analogo alla media dei sensori. Senza addentrarmi in dettagli che si allontanano di gran lunga dal semplice intento dell&#8217;articolo, diciamo pure (in risposta alla domanda iniziale) che questo è il concetto alla base del telecontrollo: essere tempestivi fa guadagnare di più.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;" _mce_style="text-decoration: underline;">Concludendo</span>: questo breve articolo vuole solo essere un esempio per iniziare a spiegare un lavoro in realtà estremamente complesso ed impegnativo, nel quale poche aziende sono in grado di avere un know how elevato. Se siete interessati ad approfondire il discorso vi rimando a questo link: <a title="Fast S.p.A. Impianti Fotovoltaici" href="http://www.fastonline.it/ita/attivita_fotovoltaico.asp" _mce_href="http://www.fastonline.it/ita/attivita_fotovoltaico.asp" target="_blank">Fast S.p.A.</a><br _mce_bogus="1"/></p>
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		<title>Uranio, carbone, petrolio, eolico o fotovoltaico?</title>
		<link>http://www.ingmattia.eu/2011/03/17/uranio-carbone-petrolio-eolico-o-fotovoltaico/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 21:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Notari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima di iniziare l&#8217;articolo vi propongo la lettura di questi tre link sottostanti: http://www.nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=27&#38;page=3 http://www.nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=4&#38;page=1 http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080526060540AAcfo8S Dopo i recenti avvenimenti accaduti drammaticamente in Giappone, vorrei esprimermi su fatti non strettamente legati all&#8217;informatica. Credo ragionevole, quando si propone un discorso, porsi delle domande e stabilire a priori l&#8217;obbiettivo finale da raggiungere;...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-5770"></div></div><p>Prima di iniziare l&#8217;articolo vi propongo la lettura di questi tre link sottostanti:</p>
<p><a href="http://www.nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=27&amp;page=3" target="_blank">http://www.nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=27&amp;page=3</a></p>
<p><a href="http://www.nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=4&amp;page=1" target="_blank">http://www.nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=4&amp;page=1</a></p>
<p><a href="http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080526060540AAcfo8S" target="_blank">http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080526060540AAcfo8S</a></p>
<p>Dopo i recenti avvenimenti accaduti drammaticamente in Giappone, vorrei esprimermi su fatti non strettamente legati all&#8217;informatica.</p>
<p>Credo ragionevole, quando si propone un discorso, porsi delle <span style="color: #ff0000;">domande </span>e stabilire a priori l&#8217;<span style="color: #ff0000;">obbiettivo finale</span> da raggiungere; per quanto lapalissiana possa apparire questa frase, purtroppo in tanti discorsi più o meno &#8220;seri&#8221; viene inevitabilmente a mancare.</p>
<p>Lavoro nel mondo del fotovoltaico da oltre due anni e, per quanto ci creda o ci abbia creduto, mi sono reso conto che non può essere considerato al momento IL futuro dell&#8217;energia pulita, mentre sono sempre più convinto che l&#8217;eolico possa mostrarsi alla lunga vincente.</p>
<p>Detto questo, torniamo all&#8217;Italia, ai sui 150 anni, ai suoi milioni di problemi ed in particolare al nucleare. Qual&#8217;è il problema dell&#8217;Energia Italiana? <strong><span style="color: #000000;">[domanda]</span></strong><br />
1) dipendiamo da tutti tranne che da noi stessi.<br />
2) ci costa inevitabilmente più della media europea.<br />
3) lo spreco è il più grande problema derivato da una cultura completamente sbagliata dagli anni settanta in poi.<br />
4) mi fermo qui perché so che ci sono altri problemi ma tutto sommato, a mio modesto parere, minori.</p>
<p>Quindi qual&#8217;è la strada da percorrere?<br />
1) Nucleare<br />
2) Combustibili fossili<br />
3) Fotovoltaico<br />
4) Eolico<br />
5) Energie conosciute e meno utilizzate (es.: geotermico, idroelettrico, ecc)<br />
6) Nuove energie non ancora utilizzate e/o scoperte</p>
<p>Hanno tutte dei pro e dei contro, non ha quindi senso dire che una fonte sia completamente meglio dell&#8217;altra; allo stesso modo non accetto sentirmi dire che il problema può essere risolto con uno solo dei 6 punti elencati. Credo invece che il vero problema sia questo: stiamo perdendo di vista l&#8217;obiettivo finale <strong>[obbiettivo finale]</strong> da raggiungere. Per scegliere la strada da percorrerre non è forse il caso di chiedersi cosa vogliamo ottenere? Bollette della luce meno care? Più lavoro e più imprese per la realizzazione di impianti nucleari? Più innovazione e progresso tecnologico? Vita media allungata e soprattutto più sana? Cos&#8217;altro?</p>
<p>Beh io un&#8217;idea me la sono fatta e credo che il nucleare in Italia, in fin dei conti, si possa evitare anche dopo 30 anni; soprattutto perché costruire le centrali andrà ad incidere inevitabilmente sulla bolletta della luce!</p>
<p>Voi cosa ne pensate?</p>
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		<title>Smaltire i pannelli fotovoltaici, cosa succederà tra 20 anni?</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 21:26:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Notari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Navigando nel web, in cerca di informazioni sullo smaltimento dei pannelli fotovoltaici, ho trovato un articolo molto interessante. Avendo ricevuto il &#8220;nulla osta&#8221; da parte dei proprietari dell&#8217;articolo, ve lo propongo interamente di seguito perchè penso che valga la pena riflettere anche sul &#8220;dopo&#8221; fotovoltaico. Chiaramente non stiamo parlando di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-6650"></div></div><p>Navigando nel web, in cerca di informazioni sullo smaltimento dei  pannelli fotovoltaici, ho trovato un articolo molto interessante.<br />
Avendo ricevuto il &#8220;nulla osta&#8221; da parte dei proprietari dell&#8217;articolo,  ve lo propongo interamente di seguito perchè penso che valga la pena  riflettere anche sul &#8220;dopo&#8221; fotovoltaico. Chiaramente non stiamo  parlando di amianto, sostanze particolarmente tossiche o materiale  intrinsecamente pericoloso&#8230; però&#8230;</p>
<p>Uno dei quesiti ricorrenti che i nostri clienti ci pongono è: <strong>tra   vent’anni, quando si esaurisce il Conto Energia e, dunque, non ho più   interesse a tenere il mio impianto fotovoltaico, che problemi avrò a   smaltire i pannelli?</strong></p>
<p>A dire il vero, spesso questo tipo di preoccupazione cela una scarsa   disponibilità reale a procedere nella realizzazione dell’impianto   stesso. E’ la volpe che non riesce ad allungarsi fino al grappolo d’uva,   come diceva Fedro, e per questo motivo lo bolla come ancora immaturo.</p>
<p>Altri, però, si pongono seriamente il problema, anche se la distanza  di tempo è molto lunga. Il <a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/notizie/pannelli-solari-fotovoltaici-e-solare-termici/">pannello  fotovoltaico</a> è composto da <a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/realizzazione-impianti-fotovoltaici/impianto-fotovoltaico-con-pannelli-solari-in-silicio-amorfo/">silicio</a> (chiamiamolo impropriamente sabbia per rendere meglio l’idea) e lo   smaltimento avviene come per le schede dei computer o dei circuiti   stampati. Non è materiale tossico, non è materiale contro natura (come   invece è l’<a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/domande/bonifica-eternit/">eternit</a>).</p>
<p>Il pannello è rivestito da una lastra di vetro temperato, che si   smaltisce come il cristallo, ed è rifinito dai profili metallici. C’è   poi uno strato di EVA (Etil Vinil Acetato) che si smaltisce come si fa   con le tovaglie impermeabili. Cavi e junction box si utilizzano   normalmente in edilizia.</p>
<p>Discorso diverso, invece, quando i pannelli contengono telloruro di   cadmio, che è una sostanza tossica ed altamente inquinante. In Germania,   che nel settore fotovoltaico è all’avanguardia, si sono accorti che   molti di questi impianti vanno sostituiti, proprio perché appare davvero   illogico lavorare con filosofie ecologiche, utilizzando materiali   pericolosi per la natura e per l’uomo. Le aziende che montano questo   tipo di pannello si impegnano anche al relativo smaltimento, ma è un   impegno rinviato di 20 anni.</p>
<p>Domanda: <strong>dovessero dismettere l’attività entro i primi 19  anni, chi si farà carico di rispettare quell’impegno?</strong><br />
Morale, usiamo pannelli al silicio senza aggiunta di alcunché.</p>
<p>Un’ultima considerazione: perché mai dovremmo smaltire l’impianto tra   20 anni? Forse che i pannelli non sono garantiti per 25 anni? Forse   che, scaduti gli incentivi del <a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/conto-energia/">Conto Energia</a>,   l’impianto non continuerà a produrre chilowattora gratis? Prove di   laboratorio indicano la durata del pannello fino a 80 anni, solo che non   abbiamo uno storico che possa confermarcelo.</p>
<p>Ipotizzando scenari lontani, infine, siamo comunque spinti a credere   che fra qualche anno, con l’avanzare delle nuove tecnologie, si creerà   anche un mercato dell’usato e che i pannelli utilizzati per vent’anni  in  Italia possano poi essere nuovamente sfruttati in Paesi più caldi e   meno ricchi.</p>
<p>Fine dell&#8217;articolo, a voi le giuste considerazioni&#8230;</p>
<p><a href="http://www.impiantipannellisolari.eu/smaltire-i-pannelli-fotovoltaici-cosa-succede-tra-20-anni/comment-page-1/" target="_blank">Fonte del seguente articolo: http://www.impiantipannellisolari.eu/smaltire-i-pannelli-fotovoltaici-cosa-succede-tra-20-anni/</a></p>
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