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	<title>Mattia Notari &#187; statistiche</title>
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	<description>Ingegnere Informatico</description>
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		<title>Debito pubblico: qualche considerazione</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 19:06:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Notari</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[stato]]></category>

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		<description><![CDATA[Dato che ultimamente non ho tempo per riportare articoli tecnici sull&#8217;informatica, ho deciso di &#8220;quotare&#8221; un interessante articolo sul debito pubblico scritto da una persona attendibile che conosco di persona. A parte i miei personali complimenti per la chiarezza dell&#8217;articolo e per il tempo speso nelle ricerche, vorrei aggiungere alcune...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-5140"></div></div><p>Dato che ultimamente non ho tempo per riportare articoli tecnici sull&#8217;informatica, ho deciso di &#8220;quotare&#8221; un interessante <a title="Debito Pubblico" href="http://francescogrisendi.wordpress.com/2010/12/15/qualche-conto/" target="_blank">articolo sul debito pubblico</a> scritto da una persona attendibile che conosco di persona.</p>
<p>A parte i miei personali complimenti per la chiarezza dell&#8217;articolo e per il tempo speso nelle ricerche, vorrei aggiungere alcune cose: è impensabile poter anche solo pensare di ipotizzare l&#8217;azzeramento del debito pubblico in un solo anno (31 mila euro&#8230; non lire) però nasce spontanea una domanda&#8230; come si esce da questa situazione? Se riusciamo ad escludere al momento le opinioni sul &#8220;come ci siamo arrivati&#8221;, la risposta è tutt&#8217;altro che semplice. Prima (e ultima) personale considerazione: smaltire un debito, richiede altro debito! &#8230;</p>
<p>Cito di seguito l&#8217;articolo:</p>
<p>http://francescogrisendi.wordpress.com/2010/12/15/qualche-conto/</p>
<blockquote><p>Ieri chi ha perso non è stato Fini o il PD o l’IDV. Chi ha perso  siamo stati noi cittadini. E non mi riferisco al risultato del  parlamento, ma ai dati forniti dalla Banca d’Italia. Questo <a href="http://www.bancaditalia.it/statistiche/finpub/pimefp/pimefp10/sb65_10/suppl_65_10.pdf" target="_blank">documento </a>(pag.  9) mostra l’andamento del debito pubblico, che nel mese di ottobre si  stima sia aumentato di 22.581 milioni di euro portandosi ad un totale di  1.867.398 milioni di euro.</p>
<p>Cifra già spaventosa di per se, ma che divisa per ogni persona  residente in Italia (circa 60 milioni) farebbe circa 31.000 euro a  testa. Neonati inclusi ovviamente. Il che significa che, per ripianare  completamente il debito, ognuno di noi dovrebbe versare allo Stato  31.000 euro nell’arco di un anno. Questo quando il PIL pro capite annuo è  stato nel 2009 di circa 25.300 euro (pag. 3 di <a href="http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relann/rel09/rel09it/economia_italiana/c_rel09_13_finanza_pubblica.pdf" target="_blank">questo </a>documento della Banca d’Italia).</p>
<p>Queste sono cifre che si possono leggere praticamente ovunque, mentre  quello che di solito non si legge è quanto spendiamo ogni anno per  interessi sul debito pubblico (che in gergo si chiamano oneri del  servizio del debito). Questa cifra è risultata nel 2009 pari a 72.758  milioni di euro, pari a circa 1.200 euro annuali a testa (pag. 79 del <a href="http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/Bilancio-d/Rendiconto/2009/Conto-del-/RELAZIONE-ILLUSTRATIVA.pdf" target="_blank">Rendiconto dello Stato</a>). Secondo il <a href="http://dwrgsweb-lb.rgs.mef.gov.it/DWRGSXL/pages/lb/cruscotto.jsp?crus=5&amp;video=5">Bilancio </a>2010 presente in rete tale cifra dovrebbe salire a 80.183 milioni di euro, pari al 5,26% del PIL.</p>
<p>E intanto noi ci preoccupiamo della stabilità del governo…</p>
<p>Vedendo l’ammontare del debito, mi sono poi chiesto: ma quando è stato fatto tutto questo debito? Ed ho trovato <a href="http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/qef_31/QEF_31.pdf">questo </a>documento,  tratto sempre dalla Banca d’Italia che ricostruisce il debito italiano  dall’unità ad oggi.  Dalla tabella a pagina 22 si può vedere come dal  1861 (40% di debito rispetto al PIL) il debito sia schizzato subito in  alto fin oltre al 100%, abbassandosi solo nel nuovo secolo. Durante la  prima guerra mondiale è stato abbastanza stabile, balzando alle stelle  nell’immediato dopoguerra, per poi riabbassarsi nel periodo fascista. Si  vede un aumento durante la seconda guerra mondiale, per poi avere un  crollo nell’immediato dopoguerra, stabilizzandosi intorno al 30% del PIL  (bei tempi). Poi, da metà degli anni ’60 inizia la crescita, col Pil  che arriva all’inizio degli anni ’80 a raggiungere il 60% del PIL e da  qua al ’94 al 120%. Poi grazie a Maastricht e comunque ai governi tra il  1994 e il 2001 è calato per assestarsi a circa il 105%.</p>
<p>A voi andare a vedere chi dobbiamo ringraziare (e farsi un bell’esame di coscienza per esserli andati a votare).</p></blockquote>
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		<title>Le statistiche dei blog realizzati con wordpress</title>
		<link>http://www.ingmattia.eu/2010/07/03/la-statistiche-su-wordpress/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 13:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Notari</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[analisi web]]></category>
		<category><![CDATA[piwik]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi mesi ho speso diverse risorse ed energie per capire meglio come funzionano e quanto sono affidabili le statisiche su un sito web realizzato con wordpress. Non sto a spiegare quanto siano importanti le statistiche perchè mi sembra superfluo e non inerente all&#8217;articolo. Vale la pena introdurre 2 concetti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-3980"></div></div><p>Negli ultimi mesi ho speso diverse risorse ed energie per capire meglio come funzionano e quanto sono affidabili le statisiche su un sito web realizzato con wordpress. Non sto a spiegare quanto siano importanti le statistiche perchè mi  sembra superfluo e non inerente all&#8217;articolo.</p>
<hr />
<p>Vale la pena introdurre 2 concetti fondamentali prima di procedere:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1) il FEED Da wikipedia:</p>
<blockquote><p>Il <strong>feed web</strong> è un&#8217;<a title="Unità di informazioni (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Unit%C3%A0_di_informazioni&amp;action=edit&amp;redlink=1">unità di  informazioni</a> formattata secondo specifiche [...]. Ciò per rendere interoperabile ed interscambiabile il  contenuto fra le diverse applicazioni o piattaforme. [...] L&#8217;uso principale dei feed <a title="Really simple syndication" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Really_simple_syndication">RSS</a> (detti anche flussi RSS)  attualmente è legato alla possibilità di creare informazioni di  qualunque tipo che un utente potrà vedere molto comodamente, <strong>con l&#8217;aiuto  di un lettore apposito, nella stessa pagina, nella stessa finestra,  senza dover andare ogni volta nel sito principale</strong>. [...] Il web feed presenta alcuni vantaggi, se paragonato al ricevere  contenuti postati frequentemente tramite <a title="Email" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Email">email</a>:</p>
<ul>
<li>Nell&#8217;iscrizione ad un feed, gli utenti non rivelano il loro  indirizzo di posta elettronica. In questo modo non si espongono alle  minacce tipiche dell&#8217;email: lo <a title="Spam" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Spam">spam</a>, i virus,  il <a title="Phishing" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Phishing">phishing</a>,  ed il furto di identità.</li>
<li>Se gli utenti vogliono interrompere la ricezione di notizie, non  devono inviare richieste del tipo &#8220;annulla la sottoscrizione&#8221;; basta che  rimuovano il feed dal loro aggregatore.</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Per chi non è pratico, in altre parole, gli RSS di un blog al quale abbiamo effettuato la sottoscrizione, permettono di visualizzare sul proprio browser (prendiamo internet explorer per esempio che personalmente non uso) le notizie di ogni sito internet (sottoscritto in precedenza) semplicemente cliccando sulla voce&#8221; feed&#8221; del browser.</p>
<p>2) <strong>Gli spiders</strong> sono tutti quei programmi che raccolgono informazioni per i motori di ricerca. Dato che non sono esseri umani, questi spiders vanno alla ricerca dei contenuti di ogni sito presente in rete e, con più o meno precisione, riescono a navigare tra tutte le pagine del sito web grazie a sofisticati sistemi. I motori di ricerca sfruttano a pieno questi programmi con risultati sorprendenti che spesso sfociano nell&#8217;hacking; alcuni tra i più famosi &#8220;robots&#8221; sono: Googlebot, Yahoo Slurp, MSNbot, bot e crawler.</p>
<hr />
<p>Perchè diventano importanti questi spider nelle statistiche? Beh per un web server non è banale capire se la richiesta di navigazione del sito arriva da uno spider o da una persona, mentre si sa con certezza che il codice javascript solitamente non viene interpretato da questi utilissimi/pericolossimi robots ma viene interpretato soltanto dai browser (ergo utenti che aprono il sito web).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tornando al discorso &#8220;statistiche web&#8221;, siamo vicini a capire come e quanto diventa importante riuscire a differenziare richieste di visualizzazione da parte di spiders, da parte di feed e da parte di utenti.  Questa differenziazione è in grado di farla un utilissimo plugin di wordpress dal nome &#8220;statpress&#8221; che non utilizza javascript bensì codice php in grado di raccogliere tutte le informazioni di chi naviga nel blog. Vi rimando ai seguenti siti per il loro utilizzo:</p>
<p><a href="http://www.pilloleinformatiche.it/wordpress/663/wordpress-plugin-statpress-per-le-statistiche/">http://www.pilloleinformatiche.it/wordpress/663/wordpress-plugin-statpress-per-le-statistiche/</a></p>
<p><a href="http://blog.geniuswebsite.it/tag/wordpress-statpress/">http://blog.geniuswebsite.it/tag/wordpress-statpress/</a></p>
<hr />
<p><strong>Piwik il CMS opensource per le analisi web</strong>: arrivati a questo punto, introdurrò un&#8217;altra applicazione che lavora interamente tramite javascript, ovvero &#8220;piwik&#8221;. Come precedentemente indicato si tratta di un CMS atto all&#8217;analisi completa di siti web ed in particolare per blog realizzati con wordpress. Anche se questo prodotto è nato esplicitamente per blog, ciò non toglie che possa essere utilizzato per qualunque altro sito; si tratta di un prodotto incredibilmente efficiente e, unitamente a statpress, è in grado di fornirci un quadro veritiero e completo di come stanno evolvendo le visite sul nostro sito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono rimasto stupito, infatti, di come le ricerche fatte (sto parlando di keyword ovvero parole chiave cercate sul motore di  ricerca ed intercettate nel blog) su google, virgilio, ask, etc, siano catturate allo stesso modo sia da piwik che da statpress: la corrispondenza è sempre vicinissima al rapporto 1:1!</p>
<p>A mio avviso, le statistiche più veritiere rimangono sempre quelle che indicano le parole chiave cercate nei motori di ricerca ed anche le statistiche ricavate degli url di provenienza.</p>
<hr />
<p><strong>Altro dettaglio sulle statistiche:</strong> da dove arrrivano le visite? Come si fa a <strong>geolocalizzare</strong> le visite? Beh non tutti lo sanno, ma ogni modem collegato alla rete ha una precisa &#8220;targa&#8221; univoca: il famoso indirizzo IP. Dato che spesso l&#8217;IP viene fornito dinamicamente dagli ISP come telecom, libero, vodafone, wind, tiscali, etc, quando decidiamo di spegnere il modem perdiamo la nostra &#8220;targa&#8221; e ci verrà assegnata una targa differente appena il modem sarà riacceso. Ciò rischia di falsare le statistiche dei visitatori univoci che leggono il nostro blog, questo è un dettaglio da non sottovalutare nelle analisi web! Tuttavia grazie ai cookie, la maggior parte delle volte, le informazioni rimangono intatte e non si rischia di visualizzare 2 accessi al sito (con differenti indirizzi IP) invece di 1 accesso soltanto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C&#8217;è un plugin per wordpress in versione beta &#8211; e purtroppo con alcuni difetti -  ma pur sempre un valido appoggio&#8230; ip-logger, funziona solo su server php5. Si tratta di una applicazione abbastanza affidabile che non ha nulla da invidiare ad altri sistemi di geolocalizzazione. Per ulteriori chiarimenti sull&#8217;affidabilità della geolocalizzazione vi rimando al seguente link: <a href="http://www.goanalytics.info/quanto-e-affidabile-la-geolocalizzazione-degli-ip/">http://www.goanalytics.info/quanto-e-affidabile-la-geolocalizzazione-degli-ip/</a></p>
<hr />
<p>In questo modo abbiamo messo in piedi grazie a wordpress e a piwik un dettagliato sistema di analisi e di statistiche del nostro sito web, possiamo così capire chi arriva sul nostro sito web ed in particolare cosa stà cercando.</p>
<p>&nbsp;</p>
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